Che cosa motiva medici, psicologi, insegnanti, educatori a incontrarsi regolarmente per discutere insieme, per condividere una pratica, quella con il bambino, sempre piena d’inciampi, sempre al limite tra una domanda inespressa e grida silenziose?
Che cosa unisce l’ascolto di un bambino nei luoghi, come gli ospedali, le scuole, i tribunali, i centri di accoglienza, gli studi privati?
Che cosa accomuna la propria analisi, punto di orientamento per ogni praticante della psicoanalisi, con quello che c’è in gioco in ogni bambino? Che cosa accomuna la solitudine dei praticanti nel tempo della spinta alla depatologizzazione?