L'infanzia. Culla della democrazia

Di Christiane Alberti

Nel suo recente intervento in Russia, Jacques-Alain Miller ha affermato che l'autodeterminazione dei bambini in termini di identità di genere è "una mostruosità rispetto a ciò che significa essere un cittadino. Se cancelliamo tutte le differenze tra bambini e adulti, sono le fondamenta stesse della democrazia a essere messe in discussione". Il legame tra infanzia e democrazia non cessa di riguardare la psicoanalisi.

L'autodeterminazione avanza col vento in poppa. Oggi, in particolare, si tratta di sensibilizzare genitori e figli al fatto che tutti, senza eccezioni, possono essere autodeterminati e possono esercitare un controllo sulle proprie vite e fare scelte liberamente senza essere influenzati in modo significativo da una terza persona. Questo determinismo non ha nulla a che vedere con ciò che accade nel programma dell'inconscio. Questo viene cancellato e reindirizzato al soggetto della volontà. L'emergere dell'autodeterminazione deve essere collocato nei cambiamenti indotti dalla deistituzionalizzazione che il sostegno comunitario ha progressivamente sostituito. Si tratta del passaggio da una visione medica a una visione sociale del sintomo, che ci porta al cuore stesso della questione della depatologizzazione.

L'autodeterminazione è contraria all'essenza stessa della psicoanalisi, in quanto il soggetto non è mai causa sui ed esistere significa proprio dipendere dall'Altro, secondo la formula di Lacan. Dipendere dall'Altro, in una singolarità propria a ciascuno.

Non si tratta più solo di evocare le lobby dei militanti che fanno sentire la loro voce. Qui si tratta dei bambini. Bambini all'interno di Stati che, forzando il passo, li considerano immediatamente come cittadini. Stati che non si pongono alcuna domanda sulla natura dell'infanzia o, per esempio, sul rapporto fondamentale dell'infanzia con la sessualità. Una sessualità la cui "maturazione" deve essere concepita come una costruzione della relazione con l'oggetto a, e non come uno sviluppo qualsiasi. Non è forse questa la questione che ha aperto numerosi dibattiti sull'età del consenso?

La situazione italiana, nel suo rapporto con il Vaticano, ci dà modo di misurare l'importanza dell'infanzia in materia di democrazia. In effetti, il Vaticano ha espresso con forza la sua preoccupazione, in diverse occasioni, per la penetrazione della teoria di genere nelle scuole, comprese le scuole materne. È in quel momento, in ogni caso, che lo Stato religioso si è sentito sufficientemente minacciato da inviare una nota diplomatica allo Stato italiano. In quell'occasione, ha chiesto un confronto nel contesto dei Patti Lateranensi, per la prima volta dopo la loro firma, sulla libertà della Chiesa di "sviluppare la sua azione pastorale, educativa e sociale". I programmi di sensibilizzazione e inclusione lasciavano solo un margine ristretto. Vediamo bene che gli scontri avvengono su questo terreno. La nostra collega Francesca Biagi-Chai ha richiamato la nostra attenzione su questo punto durante la nostra ultima Assemblea Generale.

Il riferimento all'Italia non manca di ricordarci che nei regimi autoritari e fascisti i bambini sono i bersagli privilegiati della propaganda.

Consideriamo ora la situazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito.Helen Joyce, nella sua opera Trans, evoca la posizione di medici molto rispettati e militanti a favore della transizione medica nei bambini e negli adolescenti. Cita soprattutto Diane Ehrensaft – direttrice della Gender Clinic dell’Ospedale dell’Università della California, a San Francisco – che sostiene, in un manuale, i benefici della transizione precoce, The Gender Creative Child. È arrivata a sostenere che anche un bambino che non sa ancora parlare è comunque in grado di indicare ai suoi genitori (attraverso "messaggi di genere" non verbali) di avere un'identità trans. L'incidenza della penetrazione nello psichismo dei bambini è qui evidente. Scomparsa soggettiva e mondo pre-linguaggio occupano il primo piano.La scienza viene in soccorso degli Stati affermando (cfr. l'American Academy of Pediatrics – AAP) che, nonostante l'assenza di prove serie e di studi clinici sugli effetti di queste sostanze, i gender affirmation treatments1 sono trattamenti "etici" per i bambini che soffrono di disforia di genere.Nel Regno Unito, in retrospettiva, l'ambiente è diventato più misurato e lo Stato ha fatto un passo indietro rispetto a queste pratiche, soprattutto dopo il processo molto pubblicizzato di Keira Bell: è una 23enne che ha invertito la sua transizione per tornare a essere una donna. Ha intrapreso un'azione legale contro la Tavistock Clinic perché la clinica non ha messo in discussione il suo desiderio di diventare un ragazzo, quando stava appena lasciandosi alle spalle la sua infanzia, e le ha prescritto bloccanti della pubertà all'età di 14 anni sulla base di soli tre colloqui di un'ora.

L'insistenza del reale – che non è la realtà – indurrà senza dubbio gli Stati a retrocedere rispetto alla prescrizione affrettata di autodeterminazione, per prendere in considerazione la singolarità soggettiva.

In Spagna, va notato che una persona può registrare il proprio cambio di genere, nel proprio stato civile, prima dei 16 anni con il consenso dei genitori; e se questi si oppongono, può presentare ricorso legalmente, in modo che la sua voce sia ascoltata. Qui, il bambino illustra perfettamente la situazione dell'Uno-completamente-solo e il credito dato all’io (moi) forte. I difensori dell'autodeterminazione non sanno di dirlo così bene quando dicono che è in nome della libertà che sostengono questa autodeterminazione. Di che cosa si tratta, infatti, se non di una libertà propria della follia, di una libertà mortale?

La follia "esige l'inafferrabile consenso della libertà" – dice Lacan. E precisa che non si può intervenire prima dell'età della ragione, e che questa "si manifesta solo dopo l'età della ragione"2. In altre parole, un bambino non può essere reclutato come cittadino. Un'opera di Mariella Colin, I figli di Mussolini, mostra il ruolo centrale del libro nel regime di Mussolini. L'educazione è sempre stata uno dei mezzi di diffusione dell'ideologia, un'ideologia massificatrice tipica dei regimi totalitari e del ben noto mito della costruzione dell'"uomo nuovo".

Traduzione di Giuliana Zani


1 La terapia ormonale per l'affermazione del genere è un farmaco prescritto per aiutare una persona ad acquisire le caratteristiche esteriori che corrispondono alla sua identità di genere.

2 J. Lacan, Discorso  sulla causalità psichica, Scritti, vol. 1, Torino, Einaudi 1974.     


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